venerdì 6 marzo 2020

FESTA DELLA DONNA, UN ALBERO PER NORMA COSSETTO


Questa mattina (in anticipo per impegni lavorativi), insieme alla Presidente del Comitato civico “ViviAssemini”, Claudia Giannotti, abbiamo voluto ricordare la Giornata internazionale dei diritti delle donne, dedicando - con una targa - un ulivo vicino alla piazza Santa Lucia di Assemini, a Norma Cossetto, giovane studentessa universitaria istriana, Medaglia d’Oro al Valor Civile per il suo coraggio e amor patrio, stuprata, torturata, uccisa e poi gettata in una foiba dai partigiani jugoslavi e italiani.

Abbiamo, in questo modo, scelto di dissentire rispetto al moderno modo di fare, per contribuire a rimettere al loro posto quei fogli di storia strappati per non raccontare tutta la verità. Ma, soprattutto, per riaccendere una luce sul senso profondo dell’8 marzo, progressivamente ridotta all’ennesima vacua manifestazione consumistica.

Un’azione finalizzata anche a ricordare che l’Amministrazione comunale di Assemini non ha ottemperato alle disposizioni di legge che impongono di ricordare il dramma delle foibe.

Un gesto simbolico che, tuttavia, non preclude la possibilità al Consiglio comunale di attivarsi per formalizzare la titolazione, dimostrando la reale volontà di essere parte di chi intende fare luce sulla storia per iniziare un processo culturale di rispetto dei diritti, nonché di lotta alla violenza ed alla discriminazione in ogni sua forma. In ogni caso, per noi, quell’albero, le rimarrà idealmente dedicato.

Massimo Carboni

mercoledì 8 gennaio 2020

STANGATA IMU: CITTADINI ABBANDONATI DAL SINDACO E DALLA SUA MAGGIORANZA




Relativamente alle cartelle pazze trasmesse già da qualche settimana dal Comune di Assemini, ieri, durante il Consiglio comunale, il Sindaco e la maggioranza hanno bocciato - senza alcun riferimento normativo - la proposta costruttiva delle forze politiche di minoranza, del Comitato Civico “ViviAssemini” e di singoli cittadini, di deliberare un atto di indirizzo politico finalizzato a sospendere i termini delle cartelle, per dare ai cittadini la possibilità di fare le loro verifiche e gli eventuali ricorsi o per ricevere nuovi avvisi di accertamento corretti e con importi dovuti.


Si tratta di famiglie che vogliono pagare, ma il giusto. Mentre, si sono ritrovate ad essere vittime di gravi errori, dimostrati dallo stesso consulente incaricato dal Comune. Famiglie, che tra una settimana si troveranno davanti alle scadenze di pagamento, prive di un termine congruo per ricorrere. Così facendo, hanno rinunciano apertamente alla loro funzione istituzionale di tutelare la Comunità, lasciando i cittadini in balia della burocrazia.

Il Sindaco e la maggioranza vestono, in tal modo, i panni di Ponzio Pilato, preferendo lavarsi le mani per soddisfare il potere, a fronte dei doveri per cui sono stati eletti, rifiutandosi persino di approfondire l’essenza della proposta.

Con atteggiamento snob, hanno persino invitato pubblicamente i cittadini vessati a rivolgersi alle politiche sociali, pur di non impegnarsi in una decisione politica. Sindaco e maggioranza che non si erano accorti minimamente di quanto accadeva.

Uno stato di degrado politico di cui sono evidentemente artefici e che pretendono di offuscare con un grottesco vittimismo. Una chiara responsabilità in capo al Sindaco ed alla sua maggioranza che ne decreta il fallimento politico: non rappresentano i cittadini essendosi posti al di sopra di essi con gli stessi strumenti che promettevano di combattere.  

venerdì 3 gennaio 2020

ACCERTAMENTI IMU, AVVISO AI CITTADINI


Martedì 7 gennaio 2020, alle ore 18:00, presso il Palazzo Municipale del Comune di Assemini si terrà un Consiglio comunale, richiesto dalle forze politiche di minoranza, per discutere sulla questione Imu che riguarda direttamente quasi 2mila 300 concittadini che hanno ricevuto gli avvisi di accertamento, prossimi alla scadenza.

Invitiamo tutti i cittadini direttamente interessati, ma anche tutti coloro che ritengono doveroso solidarizzare contro ogni forma di vessazione, a partecipare alla seduta consiliare, chiedendo di poter esprimere la propria evidente difficoltà.

Auspichiamo che le forze politiche trovino la forza e la determinazione per riportare la funzione pubblica a tutela dei cittadini, deliberando un impegno formale che indirizzi politicamente e con chiarezza:

  • L’Ufficio tecnico ad elaborare le Tabelle Imu del 2014 su cui ricalcolare l’imposta effettiva da pagare;
  • Annullare d’ufficio la sanzione in quanto illegittima;
  • Escludere d’ufficio tutti gli avvisi le cui aree interessate siano state escluse dal Puc al momento dell’ultima adozione;  
  • Ridurre l’aliquota Imu al minimo a partire dal 2020;
  • Sospendere, conseguentemente, gli effetti degli avvisi di accertamento sino alla rideterminazione degli importi corretti e consentire il reinvio di nuovi accertamenti.

Inoltre:

-       Che il Sindaco s’impegni formalmente a disporre l’elaborazione di un progetto strategico di sviluppo su cui ridiscutere il futuro del Piano urbanistico.

Buon Anno!


domenica 29 dicembre 2019

STANGATA IMU, AL SINDACO NON INTERESSANO SOLUZIONI


Il Sindaco si nasconde tra le feste e non risponde ai cittadini



Apprendiamo, con amarezza, che la Prima cittadina del Comune di Assemini non ha risposto al nostro invito, rivolto a fornire soluzioni utili per risolvere le conseguenze prodotte dalla mazzata Imu, che coinvolge quasi 2mila 500 famiglie. Un fatto che riteniamo grave ed in evidente contrasto con il suo ruolo e la sua funzione. In questi stessi giorni di vana attesa, nonostante abbia riconosciuto l’esistenza di diversi errori, ha però presenziato a tutte le manifestazioni mondane delle festività natalizie.

Il Comitato Civico ViviAssemini aveva già espresso in passato valutazioni negative sulla modalità con cui si stava procedendo all’adozione del Piano urbanistico comunale, che è la principale causa delle cifre stratosferiche delle bollette Imu recapitate ai cittadini. Valutazioni che non risparmiarono nemmeno le scelte politiche che portarono alla votazione delle tabelle e del consistente aumento dell’aliquota Imu su cui sono stati calcolati gli importi da pagare. Fatti negativi che poi si sono verificati e rispetto ai quali abbiamo scelto di contribuire alla soluzione con appelli pubblici e formali, rimasti, appunto, inascoltati. Scegliere di non indirizzare gli uffici a sospendere gli effetti degli avvisi di accertamento e di non rispondere ad una richiesta d’incontro con chi ha subito questo grave errore politico è irresponsabile, specie alla luce delle imminenti scadenze.

Ci sentiamo offesi da tale comportamento omissivo e dal modo di concepire il ruolo di un Pubblico amministratore, che ha il dovere di lavorare per il benessere dei cittadini e per la qualità della loro vita. L’evidente debolezza del ruolo politico, sta favorendo una gestione sconsiderata degli interessi collettivi: chi è stato eletto per governare si nasconde, non agisce per la tutela del bene comune. Ci sentiamo offesi perché il Comune non può essere la casa confortevole dei grandi imperi economici e commerciali ed al contempo una prigione umiliante per i cittadini.

Naturalmente, non ci fermeremo. Adotteremo da subito ogni strumento democratico per coinvolgere i cittadini e costringere la maggioranza a lavorare, togliendo loro la maschera del falso buonismo, del vittimismo e della retorica sulla partecipazione democratica. Dimostreremo come il Sindaco non voglia esercitare il suo potere politico, assumendosi così tutta la responsabilità di questa vessazione. Però, auspichiamo che in questi giorni il Sindaco rifletta e scelga di difendere i propri concittadini. Noi siamo sempre pronti ad anteporre l’interesse pubblico alle pulsioni personali.  

domenica 22 dicembre 2019

STANGATA IMU, LETTERA APERTA AL SINDACO


Gli utenti chiedono un incontro urgente con il Sindaco, Sabrina Licheri


LETTERA APERTA                                                                                                                                                                                                                             Assemini 21 dicembre 2019


A: Signora Sindaco del Comune di Assemini
    Palazzo Comunale
    P.zza Repubblica,  1                                                                                                       
    09032 Assemini (CA)






OGGETTO: Avvisi di accertamento Imu anno 2014 e seguenti. Richiesta di incontro.


                Signora Sindaco,

                           come avrà avuto modo di apprendere, il Comitato civico “ViviAssemini” è stato sollecitato da un nutrito numero di utenti destinatari dei recenti avvisi di accertamento Imu, per denunciare le loro preoccupazioni e rappresentare le loro istanze presso le competenti autorità politiche locali. Invito che abbiamo colto, nel rispetto dello spirito costitutivo del sodalizio e del senso di comunità che cerchiamo di esprimere. ViviAssemini è, dunque, la loro casa naturale.

Siamo convinti che tutte le figure interessate a tale problematica abbiano l’interesse a trovare soluzioni possibili, in grado di soddisfare le esigenze delle parti. Al termine “dialogo” preferiamo “confronto”. Questo perché il dialogo è la massima distanza tra idee; persino guerra di idee. In questo caso riteniamo che la natura della questione in esame non si fondi su una diversa visione del ruolo del Comune e del cittadino, casomai, nella necessità di trovare la giusta strada per risolvere definitivamente e celermente i problemi attuali e quelli che verranno a determinarsi nei prossimi mesi. I cittadini vogliono pagare, ma il giusto. Vogliono potersi relazionare con una istituzione che condivida con loro lo spirito di una Comunità sostanziale, prospera ed armonica. La politica locale ha generato il problema, ora deve impegnarsi per favorire un esito soddisfacente.

La situazione è grave, molto grave. Non solo per quanto richiesto loro di pagare quest’anno, ma per ciò che dovranno ancora pagare. Sono ben 2mila 246 avvisi, di cui 272 superano i mille euro. Avvisi da 270mila euro; da 60; 50; da 40 e da 20 mila euro non sono cifre normali e meritano un approfondimento. Le condizioni socioeconomiche in cui versano Assemini, i cittadini e le imprese è disastrosa e tali scelte politiche - ferme restando le condizioni - sono evidentemente peggiorative. Scelte in parte determinate da fattori esterni, ma anche interni: attribuzione di valori irreali e fermi al 2013; aliquota molto elevata; adozione di un Piano urbanistico slegato da una preventiva valutazione strategica, privo di urbanizzazioni e strumenti attuativi.  

Bisogna uscire da questa situazione dalle conseguenze prevedibili, accentuate anche dall’incertezza diffusa, per riportare legittimità, equilibrio e senso del limite. Perciò, ci rivolgiamo alla S.V. per chiedere un incontro, per confrontarci e concorrere a superare ogni difficoltà tecnica e politica. Un confronto tra chi ha ricevuto l’investitura per governare ed una rappresentanza di soggetti destinatari dei pagamenti, per avanzare soluzioni e proposte concrete, per passare ai fatti.

Senza voler apparire scortesi, Vi chiediamo di fissare un appuntamento nel giorno e nell’ora che riterrà possibile, ma in tempi brevi. Perché il tempo passa e gli spazi a tutela dei cittadini si assottigliano inesorabilmente, i problemi non potranno più essere risolti e la responsabilità non potrà che ricadere interamente in capo all’Amministrazione da Voi rappresentata e guidata.

        Con viva Cordialità,
                    Massimo Carboni
                    Gianluigi Scalas 


mercoledì 18 dicembre 2019

STANGATA IMU, LA POLITICA NON DECIDE

la politica rinunci alle logiche della passività e dica se ha una soluzione o no


Riprende l’attività del Comitato Civico “ViviAssemini” a seguito di precise richieste e per offrire un contributo alla soluzione del grave problema causato dagli avvisi di accertamento Imu, che il Comune di Assemini ha recapitato ad oltre 2mila300 concittadini, per complessivi 2milioni di euro.

Per Massimo Carboni: «si tratta di una mazzata che riguarda l’anno 2014 e che, per qualche contribuente, supera anche i 30mila euro. Un prevedibile cortocircuito, destinato - ferme restando le condizioni - a ripetersi ogni anno fino al recupero totale dell’imposta, a cui va sommata quella dell’anno in corso. Un’imposizione insostenibile che nulla ha a che fare con il dovere di contribuire alla spesa pubblica. Perché è doveroso rispettare le leggi, ma questo non può comportare scelte politiche così gravose. Del resto, compito del Comune è favorire il cittadino, non spremerlo come un limone».

Per Gianluigi Scalas: «l'Imu è un pesante effetto collaterale di un problema assai più grave, rappresentato dalla mancanza di un Piano di Sviluppo. La pianificazione urbanistica deve discendere da un Piano strategico e non mai precederlo. Capita così che il Comune di Assemini ha si un Piano Urbanistico, ma non sa che farsene, se non rispolverarlo ogni qualvolta deve applicare le imposte comunali. Nell'immediato, certamente bisogna rivedere le tabelle Imu (valori impositivi) approvate sei anni fa e decisamente incongruenti con la realtà economica, anche per effetto del tempo trascorso. Molte aree soggette all'IMU, quelle in particolare destinate ai servizi generali e alle attività artigianali, non sono neanche distinguibili dal territorio agricolo circostante, per totale assenza non solo di urbanizzazioni, ma anche di strumenti attuativi, a dimostrazione dello scarso - se non nullo - interesse che suscitano sugli operatori economici».

Per concludere, il Comitato Civico “ViviAssemini” precisa che: «mentre le rappresentanze politiche locali appaiono aggrovigliate su se stesse, i termini per avanzare un ricorso continuano a trascorrere. Perciò, chiediamo: la sospensione di tutti gli effetti delle cartelle inviate; l’elaborazione di nuove tabelle su cui calcolare gli importi Imu; riduzione di 1,5 punti percentuali dell’aliquota; l’elaborazione di un progetto strategico di sviluppo su cui ridiscutere il futuro del Piano urbanistico, come anche saggiamente ed opportunamente anticipato dall’Assessore all’urbanistica Gianluca Mandas».  

venerdì 3 agosto 2018

CENTRO STORICO, VIABILITÀ PERICOLOSA



La pavimentazione del centro storico di Assemini è pericolosa per i mezzi ed in particolare per i pedoni. Crescono le buche, per numero e per dimensione. È necessario un intervento manutentivo immediato per riportare alla normalità il diritto di muoversi in sicurezza. Questa settimana sono pervenute al Comitato Civico “ViviAssemini” diverse segnalazioni. I cittadini lamentano il vistoso dissesto in più punti: dalla fine di via Trieste alla via XX Settembre sino all’incrocio con via Tevere, passando per Piazza San Pietro/Piazza Martiri.

Siamo consapevoli che i lavori eseguiti non siano stati di alto livello qualitativo, ma la prolungata mancanza di manutenzione, peggiora la condizione. Questo in un Centro storico in completa agonia che compromette la naturale e fondamentale propensione socioculturale e produttiva dell’identità.

Vivibilità, sicurezza, innovazione, decoro, identità e lavoro continuano ad essere bisogni sostanziali che occorre soddisfare concretamente attraverso una visione integrata e strategica. Il Centro Storico asseminese è stato interessato - in passato - da parziali interventi di recupero e conservazione. In pochi casi qualificanti, in altri oggettivamente molto meno. Sempre in passato, hanno assunto rilevanza gli sforzi dei residenti, oramai unici interpreti di un’area che necessita di uscire dall’anonimato e dalle precarie condizioni infrastrutturali. Riteniamo che il Centro Storico debba assolvere alla funzione di identificazione sociale, di luogo della memoria, ma anche di riequilibrio ambientale e di qualità della vita. Deve essere luogo di accoglienza e conoscenza. Questo, non solo per i residenti, ma anche per costruire elementi attrattivi in grado di incentivare nuove opportunità di sviluppo sociale, economico e culturale.


Auspichiamo che il Sindaco possa trovare ogni opportuna ragione ed il giusto metodo per ripristinare le normali condizioni di percorribilità delle strade, anche a tutela dei tanti anziani che si recano in Chiesa per poi aprire ad una vincente prospettiva di rilancio del quartiere. 

sabato 28 luglio 2018

DISABILI GRAVI DA TRE MESI SENZA CONTRIBUTI


Da 90 giorni il Comune di Assemini non versa i contributi della Legge 162, finalizzata a sostenere i piani personalizzati di sostegno alle persone in situazione di disabilità grave. È questa la sintesi della denuncia che una delegazione di cittadini ci ha chiesto di rappresentare pubblicamente al Sindaco.

I cittadini lamentano un continuo rimpallo tra un ufficio comunale e l’altro senza che si giunga alla soluzione del problema. Stando agli atti pubblici, risulta che la Regione sarda abbia già liquidato e versato le somme ai comuni. Lunedì prossimo un comitato spontaneo di cittadini, in rappresentanza delle oltre 600 famiglie interessate, si presenterà per l’ennesima volta presso gli uffici delle politiche sociali per manifestare il loro sconcerto e la loro evidente difficoltà. Non intendono procedere con una diffida - come previsto dalla stessa legge – ma intendono porre fine a questa drammatica ed inopportuna odissea.

La Legge 162 pone l’obbligo di pagamento ogni mese ed ha come obiettivo quello di ridurre il disagio del paziente e dei suoi familiari. Un obiettivo che non può essere ostacolato dalla burocrazia. Purtroppo, ad Assemini, i tempi tecnici tra calcolo delle competenze e versamento dei contributi supera i 25 giorni medi. Sono troppi, anche rispetto agli altri comuni. Anche questa volta sono stati ampiamente superati.

Ci rivolgiamo alla sensibilità del Sindaco di Assemini (ci perdoni se non ci conformiamo alle moderne denominazioni) affinché faccia luce sulla questione e ponga in essere ogni atto possibile per dare risposte certe già dal prossimo lunedì.   

venerdì 27 luglio 2018

PREVIENI GLI INCENDI

L'immagine può contenere: cielo, testo e spazio all'aperto

La prevenzione è il primo passo per contrastare gli incendi.

Le prescrizioni costituiscono lo strumento per evitare l'innesco di incendi e per disciplinare l'uso del fuoco durante l'intero anno, a beneficio dei cittadini, turisti ed operatori del mondo delle campagne.

"IS OLIAS", ASSEMINI TORNA SOVRANA

Risultati immagini per is olias assemini


Apprendiamo con soddisfazione la notizia da cui emerge la revoca della procedura finalizzata all’affidamento del parco naturalistico di “Is Olias” da parte del Comune di Capoterra, in seguito alla richiesta formale avanzata dal Sindaco del Comune di Assemini (clicca per leggere l’atto: Revoca)

Riteniamo che la scelta dell’attuale Sindaco di Assemini restituisca alla Città il suo ruolo sovrano. Auspichiamo che nei prossimi giorni venga attivata un’analisi articolata delle prospettive del complesso turistico per assicurarne lo sviluppo senza eludere chiarezza e rispetto delle parti. Auspicio che riteniamo debba partire dall’affermazione del Primato della politica rispetto ad ogni altra logica.

Cosa era successo?

Il giorno 11 luglio 2018, il Comune di Capoterra (Area Metropolitana di Cagliari) pubblica nel proprio Albo pretorio l’avviso di manifestazione  di  interesse  per  l’espletamento  di  una procedura  negoziata  finalizzata all’affidamento  dell’appalto  del servizio  di  concessione  del  “Parco  naturalistico  Is  Olias    centro  turistico  ricreativo”  ricadente  nel  territorio comunale di Capoterra e Assemini, facenti parte della ex Comunità Montana n. 23”. Un scelta surreale nel metodo e nel contenuto.

Dalla lettura della documentazione pubblicata, rileviamo alcuni aspetti che destavano non poche perplessità. In particolare:

  •           la durata ventennale;
  •         l’importo del canone annuo pari a 8 mila 750 euro (meno di 730 euro mensili). Precisiamo che le opere necessarie all’avviamento sono state stimate in euro 174 mila 636, interamente da stornare dall’importo complessivo del canone ventennale dovuto (175 mila euro);
  •           la destinazione esclusiva a professionisti affermati;
  •           i tempi di espletamento e consegna della pratica (entro il 31 agosto 2018);
  •         il ruolo di Assemini relegato a mero destinatario (virtuale) della metà del canone  (non risulta nemmeno traccia dell’avviso nel proprio Albo pretorio);
  •           l’ampia discrezionalità a favore dell’appaltante rispetto ai potenziali destinatari.


Riportiamo il testo integrale dell’avviso:

Trattasi, infatti, di un complesso naturalistico di 230 ettari, attrezzato e ricadente per il 60% in territorio Assemini, con: servizi, ristorazione, albergo, aree sosta camper, alloggio indipendente e tanto altro costato alla collettività oltre 7 milioni di euro.

Abbiamo considerato dannosa la scelta del Comune di Assemini di cedere la sua sovranità sull’area, sacrificando l’utilità per i suoi cittadini che hanno pagato le tasse per la realizzazione di tale complesso. Inoltre, abbiamo ritenuto molto grave che siano state escluse nuove proposte imprenditoriali visto che aver operato nel settore per almeno tre anni non significa affatto aver operato bene.

Infine, abbiamo chiesto che, a fronte delle reali potenzialità anche occupazionali offerte dal complesso, di sospendere la procedura, analizzarla seriamente e riproporla con cognizione di causa e rispetto.

C'E' CHI ANNEGA ANCHE LONTANA DAL MARE

L'immagine può contenere: spazio all'aperto


Possiamo anche scegliere di vivere comodamente in una realtà artificiosa, modellata cancellando tutto ciò che non ci piace. Ma, fuori da questo mondo, tutto continua imperterrito secondo una logica diversa.


Anche questo è Assemini e lei continua ad aver bisogno di aiuto!

RIPORTA A CASA LA TUA IMMONDIZIA



Non vogliamo più convivere con l'immondizia 

PEGGIORA LA SANITA' SARDA



Scene di disperazione come quelle di Assemini si stanno verificando ovunque.

Quei soldi servono per acquistare i farmaci senza esenzione e per assicurare i percorsi di inserimento.


domenica 22 luglio 2018

PIANTIAMO ALBERI DAPPERTUTTO E SALVIAMO QUELLI CHE CI SONO



Sono essenziali per la nostra salute, per la bellezza e l’ombra. Grazie agli alberi nelle aree verdi in Italia, vengono assorbite 12 milioni di tonnellate di CO2.



Da anni non si piantano più alberi così come non si sostituiscono quelli che cadono. Manca la cultura del verde e la consapevolezza delle sue grandi qualità. Una distanza immensa rispetto ad altre città. Eppure, cresce la consapevolezza tra i cittadini che saranno gli alberi a fare la differenza nella qualità della vita delle aree urbane.

Ci vogliono alberi, tantissimi alberi. E dobbiamo piantarli tutti con criterio, privati e amministrazioni pubbliche e non sprecarne nemmeno uno.  La natura è talmente perfetta e generosa da avere assegnato a ciascun albero specifiche proprietà anti-smog, anti-inquinamento o per darci fresco e aria pulita.

Un albero di acero, per esempio, nel corso dei cinquant’anni del suo ciclo vitale, è in grado di immagazzinare qualcosa come 6 tonnellate di anidride carbonica. Una quercia arriva a 5,5 milioni di tonnellate. Le piante sono la prima risposta contro l’inquinamento che devasta le nostre città e l’aumento delle polveri sottili.


Gli alberi possono salvarci, ma è necessario che Comune e cittadini trovino le sinergie per stimolare la cura e la piantumazione di alberi. Non solo: colorare la città con fiori e piante per costruire bellezza. 

TIENI PULITA LA CITTA'


Non si può continuare a vivere nel degrado.

L’abbandono di deiezioni animali sui marciapiedi, sui prati e nelle aiuole dei giardini pubblici destinati alla ricreazione ed allo svago, mettono a rischio il decoro e la salute pubblica, con particolare riferimento alle fasce più esposte, quelle dei bambini. 

martedì 17 luglio 2018

UN REGALO DI NOME "IS OLIAS"




Il giorno 11 luglio 2018, il Comune di Capoterra (Area Metropolitana di Cagliari) ha pubblicato nel proprio Albo pretorio l’avviso di manifestazione  di  interesse  per  l’espletamento  di  una procedura  negoziata  finalizzata all’affidamento  dell’appalto  del servizio  di  concessione  del  “Parco  naturalistico  Is  Olias    centro  turistico  ricreativo”  ricadente  nel  territorio comunale di Capoterra e Assemini, facenti parte della ex Comunità Montana n. 23”.

Dalla lettura della documentazione pubblicata, abbiamo rilevato alcuni aspetti che destano non poche perplessità. In particolare:

  • la durata ventennale;
  • l’importo del canone annuo pari a 8 mila 750 euro (meno di 730 euro mensili). Precisiamo che le opere necessarie all’avviamento sono state stimate in euro 174 mila 636, interamente da stornare dall’importo complessivo del canone ventennale dovuto (175 mila euro);
  • la destinazione esclusiva a professionisti affermati;
  • i tempi di espletamento e consegna della pratica (entro il 31 agosto 2018);
  • il ruolo di Assemini relegato a mero destinatario (virtuale) della metà del canone  (non risulta nemmeno traccia dell’avviso nel proprio Albo pretorio);
  • l’ampia discrezionalità a favore dell’appaltante rispetto ai potenziali destinatari.

Riportiamo il testo integrale dell’avviso:


Trattasi, infatti, di un complesso naturalistico attrezzato con: servizi, ristorazione, alloggi, aree sosta camper, alloggio e tanto altro.


Ci chiediamo quale sia l’utilità per il Comune di Assemini e per i suoi cittadini che hanno pagato le tasse per la realizzazione di tale complesso. Inoltre, perché siano stati escluse nuove proposte imprenditoriali visto che aver operato nel settore per almeno tre anni non significa affatto aver operato bene. 

Riteniamo che, a fronte delle reali potenzialità anche occupazionali offerte dal complesso, sarebbe bene sospendere la procedura, analizzarla seriamente e riproporla con cognizione di causa e rispetto.


domenica 15 luglio 2018

TRA RAZZISMO E ANTI-RAZZISMO MUOIONO LE IDENTITÀ




Partiamo da un caso di cronaca: una ragazza statunitense pubblica sul suo profilo social alcune foto in cui lei indossa un bell’abito da sera ad una festa (il cui dress code richiede una certa eleganza).

Accanto ai complimenti sotto alle fotografie appaiono però alcuni commenti più critici, diciamo pure che viene insultata: la sua colpa è quella di indossare un vestito tradizionale cinese, simbolo dell’emancipazione femminile, senza sapere il significato, mancando di rispetto all’intero popolo cinese.

E per non farci mancare niente, viene pure accusata di appropriazione culturale e di piegare un abito simbolico al puro edonismo simbolo dalla società capitalista e consumista americana. Alla fine, nonostante l’attacco vile e senza senso, quelle foto rimangono sul suo profilo: perché quel vestito le piace, e non sarà certo quella cattiveria gratuita sui social a costringerla a cambiare idea.

Di fronte a questa vicenda si rimane perplessi. Da parte sua non c’è stata alcuna palese o quanto meno volontaria mancanza di rispetto verso la Cina, vivendo in una società in cui il consumo è la cultura prevalente a discapito del retaggio tradizionale e storico anteriore - che è quello dei singoli e rispettivi popoli - ed è dunque normale non essere a conoscenza che certi accessori e oggetti rimandino ad un evento o ad una vicenda di fondamentale e storica importanza per una nazione, com’è il caso dell’abito della ragazza.

Lei è rimasta vittima di due tipi di ignoranza: la sua, involontaria e di cui abbiamo appena parlato; quella del popolo dell’etere che l’ha accusata di un non ben esplicito o implicito razzismo. Non si è voluto vedere il contesto in cui il vestito è stato indossato: un ballo, una festa, un prom (all’americana). Si voleva attaccare qualcuno, negando a priori il dialogo, facendo prima di tutto gruppo: è normale prassi accerchiare l’avversario, isolandolo, per poi sbranarlo.

È la vigliaccheria presente nel mondo moderno, è la voglia di negare il dialogo. La tragica ironia della società contemporanea che si dichiara e sventola la bandiera della democrazia e del liberalismo: accusare chiunque di razzismo, o di fascismo come di omofobia, è lo strumento migliore per delegittimare prima ed etichettare a vita poi chi non concorda con noi o chi non ci va a genio.

Soprattutto se non si dispone di argomentazioni o di tesi valide per controbattere e per distruggere una persona senza un ben precisato motivo. Si parla spesso del bullismo e del cyber bullismo (la cronaca nostrana ne è piena di notizie sull’argomento, come pure quella estera), questo non lo è per caso. Il bullo umilia la persona che ha preso di mira senza una motivazione: lo fa per divertirsi, o per noia.

E spiace divergere dalla narrazione mainstream che vede nei bulli dei poveri cucciolo smarriti che hanno bisogno di essere compresi, e via dicendo: sono frasi che vengono pronunciate da chi non vuole prendersi la responsabilità del proprio ruolo, nella fattispecie pedagoghi ed educatori, insegnanti e genitori.

La cattiveria è insita nell’uomo per natura. Così come l’ignoranza. E anzi, l’una e l’altra sono collegate: Platone lo afferma bene nella sua Repubblica, solo i filosofi possono governare perché gli unici a conoscere il Bene in generale e anche della città. Chiaro che la Kallipolis platonica deve essere declinata anche in chiave metaforica: noi compiamo il bene solo se lo conosciamo, altrimenti agiamo nel male per ignoranza; la parte razionale o contemplativa - per semplicità, diciamo anche filosofica - deve prevalere sulle altre.

Sperare in una società di filosofi è certamente, allo stato attuale delle cose, pura utopia e quindi dovrebbe rientrare nella normalità la cattiveria presente sui social network e nel mondo reale. Qui, però, casca l’asino: e cioè nel ventunesimo secolo una minima comprensione delle cose e di cultura generale dovrebbe essere la norma; con gli strumenti che tutti noi abbiamo a disposizione, persino e soprattutto concettuali, è quanto meno imbarazzante assistere ad un’incomprensione così ottusa, e ci riferiamo alle accuse di razzismo piovute da tutte le parti verso la protagonista della vicenda, tali da sbarrare ogni via di possibile tentativo di dialogo o mediazione tra le due parti.

Si può però trarre qualcosa di positivo, si fa per dire, dalla vicenda con cui abbiamo aperto: è un interessante termometro della situazione generale del nostro tempo. Ci troviamo in un mondo pervaso dall’isteria e dall’estremismo radicale, la conseguenza è una sola e cioè l’impossibilità di pervenire ad un dialogo perché le posizioni di partenza, rimanendo immutabili, rifiutano la possibilità di un confronto a priori.

Chiaro, un confronto dialettico non implica la necessità che una delle due parti venga persuasa a cambiare idea: non è il fine ultimo del dialogo. Ma l’approfondimento e la conoscenza reciproci sì, è quella la meta a cui dovrebbero arrivare i dialoganti; invece, si scarta per principio il confronto, perché l’altro è di un’ideologia che, a mio avviso, è negativa e pericolosa o, peggio, criminale.

È quasi superfluo suggerire da quale parte provenga soprattutto questa posizione, per così dire, antidemocratica: l’antifascismo del terzo millennio è il primo ad opporsi ad un’analisi critica delle situazioni particolari, e del contesto generale; si urla al razzismo e all’omofobia, così alla chiusura mentale o come abbiamo visto all’appropriazione, indebita, culturale, senza alcuna prova concreta di quello di cui si accusa. Ne abbiamo parlato poco sopra.

Ma fateci spezzare una lancia anche verso gli accusatori della ragazza, pur tenendo presente che la violenza (in questo caso, verbale) non è di certo la soluzione: hanno paura che la cultura e il proprio patrimonio tradizionale venga divorato dalla modernità conformista e dalla spinta multiculturalista che ne segue; la perdita della propria identità attanaglia come un incubo l’individuo e il popolo; e si vede nell’esibizione di un abito da sera che richiama una vicenda storica importante un affronto.

Diciamoci la verità: stiamo vivendo in un tempo in cui non è facile vivere o esprimere un’opinione. Né capire se ciò che ci troviamo davanti sia o meno razzista. Come tentare di conservare il proprio patrimonio culturale, per salvaguardare l’eredità storica ed identitaria personale, famigliare o territoriale. La modernità è multiculturale: non è incontro delle diverse culture o dialogo tra di esse. È una miscellanea di modi di vivere incompatibili tra loro, che si scontrano anche in modo violento; quello di cui abbiamo discusso all’inizio ne è un caso.

Il multiculturalismo diverge dalla conoscenza e dal rispetto reciproco dei popoli; provoca indifferenza, o indisposizione verso lo straniero; è un atteggiamento del tutto naturale e che non può essere biasimato. Una nazione in cui vi è il tanto blasonato melting pot perde la sua identità e la capacità di conoscerne altre: gli Stati Uniti ne sono l’esempio lampante. Si pensa che la globalizzazione ne sia la causa, e in parte è così.

Il progresso tecnologico ha contribuito al movimento di capitali, merci e persone; la facilità con cui oggi possiamo spostarci da Roma a New York non ha eguali con il passato, anche sotto l’aspetto economico. Ma non possiamo imputare la colpa solo alla tecnologia (altrimenti dovremmo rifiutare pure l’uso del telefono cellulare e di internet), ma è da rintracciare nell’idea che oggi è di moda, è cool, per cui tutti gli uomini sono uguali, e fino a qui possiamo pure condividere questa opinione - se ci riferiamo alla dignità e al rispetto dovuto -, e di conseguenza pure le culture; anche se sono dei costrutti che possono essere distrutti perché delimitano l’essere umano.

Ergo, fino a quando l’uomo non si emancipa dalla cultura, le stesse possono convivere - forzosamente - l’una accanto all’altra. Si devono tollerare a vicenda. E solo un uomo libero dalla gabbia della cultura è veramente libero ed emancipato; l’assenza del patrimonio culturale è libertà. Le conseguenze possibili sono due: un miscuglio di tradizioni e di modi di vivere senza capo né coda, grigio e senza senso, e l’annichilimento naturale delle culture; o l’intolleranza tra le diverse comunità che non riuscendo a sopportarsi e a soffrirsi a vicenda vivono in un’eterna tensione, che sfocia pure talvolta in scontri armati. O entrambe.

Non parliamo di volontà politiche o di complotti - questi trovano il tempo che trovano, tra il serio, il faceto e il folklore. Piuttosto della realtà: una persona è tale finché rintraccia in sé stessa e nel gruppo di appartenenza un preciso nucleo identitario, che forgia lo spirito sia individuale sia collettivo; questo per ritornare, in parte, ad Aristotele: l’uomo è un animale politico, che per natura si riunisce in città e stati. Ed è chiaro che le stesse città e stati abbiano affrontato le proprie vicende e storie particolari, e che si sia creato un legame più che stretto tra i membri all’interno delle differenti comunità.

Così si creano i popoli e le culture, ciascuno con le proprie differenze e peculiarità; vi sono, è innegabile, delle contaminazioni dall’esterno. Ciò non pregiudica, d’altro canto, l’esistenza dei diversi patrimoni tradizionali e culturali: anzi, si rafforzano. Però, e ci avviamo alla conclusione, un conto è l’incontro e il dialogo; un altro è l’assembramento coatto, in virtù di una logica, quella no borders, che è - scusateci il gioco di parole - illogica, poiché porta a tutta quella serie di conseguenze che abbiamo elencato poco fa. Bisognerebbe riprendere in mano la propria cultura, e conservarla; non si tratta di fascismo, di razzismo o xenofobia: ma di identità, di tradizione e di storia. Noi siamo quello che siamo perché abbiamo un’eredità sulle spalle, e perché abbiamo vissuto in un ambiente che ci ha materialmente e spiritualmente forgiati.

Certo, possiamo emigrare e immergerci in un ambiente totalmente diverso dal nostro nido. Ma alla fine, un italiano è un italiano e un francese un francese. Parlare di cosmopolitismo è possibile finché lo si intende come capacità di adattamento in un’altra nazione o da un contesto abituale; non siamo cittadini del mondo: siamo figli e cittadini della terra dove siamo nati, della terra dei nostri padri e dei nostri avi. Il multiculturalismo tende a sradicare questo concetto; lo elimina, in favore di cosa? Di un mondo meticcio, dove la differenza decade e nulla più distingue l’uno dall’altro.

Non è la via maestra per la tolleranza, né per il rispetto. Ciò si ottiene solo se vi è coscienza sociale e politica dell’importanza dell’esistenza delle diverse culture e dei diversi popoli, perché sì: siamo tutti uguali, sul piano della dignità umana e del rispetto dovuto. Ma non se guardiamo quello più strettamente antropologico e filosofico.

Arriviamo all’ultima, forse fondamentale domanda che ci rimane da porci: siamo ancora in tempo per invertire la rotta, oppure, com’è già successo e succederà, l’unica vera vittima accertata del razzismo e dell’antirazzismo sarà sempre e solo l’identità?

(Alessandro Soldà Cristofari)