lunedì 13 ottobre 2014

Esce il primo volantino






E’ iniziata la distribuzione del primo volantino. 
Uno strumento del passato, sempre utile per proporre e informare chi non naviga su internet. 

domenica 12 ottobre 2014

Subito il Piano di Protezione Civile



Assemini – La breve pioggia dei giorni scorsi ha causato nuovamente gravi disagi. Accanto all’esigenza di garantire l’opportuna manutenzione dei canali e delle griglie di deflusso delle acque piovane in anticipo rispetto alle note condizioni meteoriche autunnali, è necessario mantenere la rinnovata promessa di avviare con la massima urgenza i lavori di canalizzazione delle acque oltre la linea ferroviaria. Manca, però, un altro aspetto ampiamente sottovalutato anche dalla giunta in carica: il Piano di Protezione Civile.

Il Comitato Civico ViviAssemini invita l’Amministrazione comunale ad adoperarsi per l’attuazione di un Piano di Protezione Civile funzionale alla specificità territoriale. Un Piano che venga portato alla conoscenza dei cittadini per garantire l’incolumità delle persone e degli animali.  


I problemi della sicurezza non possono essere ulteriormente sottovalutati e trascurati. I cittadini non devono continuare a vivere nella paura e di sole promesse. 

sabato 11 ottobre 2014

Nuovo Segretario cittadino del Pd

Gianluca Spada, Portavoce ViviAssemini


In rappresentanza del Comitato Civico ViviAssemini, esprimo le più sincere congratulazioni e gli auguri di buon lavoro al neo Segretario del Partito Democratico, Marco Sarigu.

mercoledì 8 ottobre 2014

Il Comune recuperi la Fonte Canalis



La “Fonte Canalis” è in stato di totale abbandono. L’attuale maggioranza Cinque stelle, in campagna elettorale, promise il recupero e la valorizzazione del sito di interesse storico culturale, ma a distanza di sedici mesi rimane solo degrado e incuria.

I cittadini hanno più volte espresso sconcerto per le condizioni del sito e chiesto di renderlo presentabile. Si adoperarono anche in una raccolta firme che consegnarono all’amministrazione comunale guidata da Mereu. Lo stesso Movimento Cinque stelle - in campagna elettorale - fece la promessa di abbellire il sito. Il primo giorno di aprile di quest’anno intervenne pubblicamente anche il segretario locale di Legambiente, Alberto Nioi. Lo stesso Nioi, ex assessore all’ambiente della giunta Casula e, come emerso dalla stampa, attuale presidente del Gruppo di coordinamento del M5s asseminese, espresse fiducia «sull’imminenza dei lavori di demolizione della struttura e valorizzazione della fonte». Da allora, nonostante gli appelli e gli stimoli, agli occhi dei cittadini nulla è cambiato. Ci risulta, però, che gli uffici comunali abbiano elaborato già da tempo il progetto: demolizione del vecchio chiosco; costruzione di un nuovo edificio in legno e metallo; copertura delle cisterne in cristallo; illuminazione; cartellonistica esplicativa ed altro ancora.

Il Comitato Civico ViviAssemini invita l’amministrazione comunale ad attivarsi per l’attuazione del progetto fermo da mesi, oppure per spiegare - in un’assemblea di quartiere - le ragioni che impediscono l’avvio dell’opera. Sarebbe una soddisfazione se per il prossimo appuntamento di “Monumenti Aperti” l’opera avesse già preso il via. I cittadini scoprirebbero che agli annunci ed alle promesse seguono anche i fatti.    

lunedì 6 ottobre 2014

Cresce la povertà, il Puc non risolverà nulla. La strada è il “Sistema Sardegna”



Il Puc, anche se utile e necessario, non rappresenta automaticamente la soluzione alla crisi socioeconomica locale. È necessario che il Comune elabori una strategia di sviluppo e crescita per concorrere a consolidare la base economica, per creare nuove opportunità lavorative e superare i profondi ritardi infrastrutturali. In quindici mesi non si può rivoluzionare una città, ma bisogna pur iniziare prima che scada il mandato.

Rileviamo come per l’attuale amministrazione comunale asseminese, la pianificazione urbanistica, sia intesa come elemento cruciale - se non unico - delle politiche per la crescita e per lo sviluppo sociale ed economico. Un Puc non produce effetti automatici nei contesti di crescita, ancora meno in una fase di profonda e preoccupante recessione. La crisi è destinata a durare e anche i Comuni devono assumere un ruolo attivo per contrastarla. Da un lato occorre concorrere al consolidamento ed al miglioramento della funzionalità delle imprese esistenti, dall’altro creare nuove opportunità di investimento per favorire nuovi stipendi. I Comuni devono diventare un sistema, non un sub-sistema. La valorizzazione dell’impresa territoriale deve guardare ai mercati con coraggio sostenuto. Occorre valorizzare una forma di mercato che sia sociale e civile e completarla con l’attinenza territoriale. Occorre investire nella definizione di una relazione diretta tra ambiente e società; con le micro/piccole imprese locali e vedere negli abitanti dei detentori di conoscenze. Il Comune deve assumere un ruolo chiave attraverso la buona amministrazione, l’animazione economica attraverso attori locali, la ricerca di partners non istituzionali, la stimolazione di strategie locali, la connessione con gli indirizzi della collettività. Insomma, deve essere espressione del sistema produttivo locale. Come asserito più volte dal M5s al governo cittadino, durante la campagna elettorale, Assemini gode di una localizzazione favorevole; di un patrimonio ambientale, identitario e culturale di primario livello. Occorre passare ai fatti, uscire dall’isolamento e sentirsi culturalmente parte di uno stesso “Sistema Sardegna” per collaborare con spirito propositivo alla definizione ed alla conseguente attuazione di politiche integrate per superare i ritardi infrastrutturali che scoraggiano lo sviluppo produttivo ed ecosostenibile della nostra Isola. La Regione sarda non deve essere vista come un nemico, ma come un interlocutore. Gli altri comuni non devono essere considerati concorrenti, ma alleati. Assemini rappresenta una delle prime dieci città sarde ed occorre che il pensiero e l’azione propositiva emerga nelle sedi a tal scopo preposte. Bisogna investire e per farlo bisogna reperire fondi dove ci sono, ossia in Europa. Impiegare per ogni cosa fondi derivanti dall’aumento della tassazione comunale non è la strada da percorrere. L’organizzazione e l’avvio di un “Ufficio europeo”, finalizzato a monitorare le opportunità e trasformarle in progetti, è una priorità. Le fasce sociali deboli vanno tutelate con un processo di adeguamento della macchina amministrativa alle opportunità offerte anche dalla Regione e dal Governo.


Occorrono politiche sociali innovative capaci di assicurare il rispetto della dignità umana ed in grado di far fronte alle possibili emergenze del futuro. Questo deve avvenire con progetti strutturali, superando elargizioni una tantum troppo spesso slegate dalle opportune verifiche e dalle conseguenti prestazioni di lavoro o di servizio. Ciò che viviamo, altro non è che il risultato di azioni sbagliate o peggio di omissioni politiche. 

venerdì 3 ottobre 2014

Con i “grillini”, per ora, non ci abbiamo guadagnato



Sporcizia dappertutto, nella periferia, nei marciapiedi, nelle strade gravemente sconnesse e negli spazi verdi. Giardini pubblici in balia dell’incuria e del vandalismo. Blatte e topi che infestano le strade oramai rese deserte da una crisi in gran parte subita, mentre chi amministra appare distratto. Una puzza insopportabile che fuoriesce dalle griglie di raccolta delle acque piovane che si mischiano con quelle nere. Drammi sociali che crescono senza trovare risposte adeguate. È questa la triste immagine di una Città incompiuta, che è stata ricca e che ora è tra le più inquinate d’Italia e ad altissimo rischio idrogeologico, privata di un futuro: Assemini in provincia di Cagliari. Una Città di 27 mila abitanti a cui il M5s aveva promesso rinnovamento, ma anche cambiamento e sviluppo.

I cittadini sono sempre più indignati, stufi di ripetere sempre le stesse cose senza che nulla cambi. Del resto sono trascorsi già quindi mesi. Nell’ultimo periodo si è registrato un netto peggioramento che si contrappone, paradossalmente, all’aumento delle imposte e delle tasse comunali. Manca un progetto di Città, una strategia di sviluppo, una coscienza amministrativa che contamini positivamente anche quella civica ed imprenditoriale. L’attuale giunta pentastellata, unica in Sardegna, è stata protagonista del rinnovamento, liquidando alle ultime elezioni amministrative i due poli principali. Giunta che però non ha ancora iniziato il processo di cambiamento promesso. Mancano azioni strutturali di prevenzione, gestione, controllo e di educazione ambientale nonché di valorizzazione e rispetto del patrimonio pubblico. Mancano idee chiare di come innovare la Città e consolidare la base socioeconomica. Manca il confronto con i cittadini. Insomma, manca la Politica. Assemini è una delle prime dieci città della Sardegna, ma vive un evidente ritardo rispetto ad altre realtà urbane anche della stessa Isola. La qualità dei servizi decresce. La colpa sembra essere sempre degli altri, ma chi amministra ha il dovere di intervenire con politiche fattive e di qualità. Nulla più di quanto avviene in altri luoghi, dove la confusa propaganda è superata da azioni concrete e lungimiranti. Quindici mesi di governo municipale e nessun miglioramento, nessuna innovazione. Violato anche il patto elettorale con i cittadini: nessun coinvolgimento nelle scelte; nessun atto di trasparenza in più rispetto al passato; nessun bilancio partecipato; nessuna rendicontazione dell’operato dei “portavoce”; nessun taglio dei privilegi e delle consulenze se non come previsto dalla legge. Una Giunta ferma, immobile, chiusa e spaccata perché ancorata ad una cultura prevalentemente qualunquista in perenne opposizione. Concentrata nell’organizzazione di festicciole costose e disarticolate, incapaci di coinvolgere persino i residenti. Apparentemente organizzate per garantire l’immagine degli amministratori, piuttosto che per il benessere della Città. Oltre settemila disoccupati e più di seicento famiglie in stato di grave povertà attendono una svolta che non arriva. I drammi ereditati dal passato continuano a moltiplicarsi. Le politiche sociali sono ridotte a strumento di frettolosa ed infruttuosa liquidazione dei problemi, lasciando macchie indelebili di profonda incultura amministrativa. Questo in una realtà territoriale a dodici km dal Capoluogo, con un patrimonio lagunare, montano ed identitario che farebbe invidia a chiunque. Una fabbrica naturale di biodiversità in grado di produrre crescita e benessere, mai valorizzata. Quasi duecento sfrattati che non trovano nell’Amministrazione alcuna reazione. Aziende che chiudono, alimentando altra disoccupazione e precariato. Milioni di euro di fondi comunitari disponibili, ma nemmeno l’ombra di un ufficio che operi per il disbrigo delle pratiche. Dieci minuti di pioggia autunnale e la città si allaga, riaccendendo la paura di una nuova e drammatica alluvione. Una Città che i grillini avrebbero dovuto proiettare nel futuro, che rifiuta le tradizioni e che si chiude nelle mura virtuali di una pericolosa cultura feudale che non fa sistema e che non contribuisce alla crescita della Sardegna. Un’amministrazione che vive un infinito spot.   


Chi amministra deve evitare ulteriori umiliazioni ad una Città che merita ben altro. Noi non facciamo politica arrivista, seppure legittima, ma doveroso ed esclusivo protagonismo civico. Nella qualità di cittadini paghiamo le imposte e le tasse dovute, comprese le indennità di chi amministra. Non abbiamo preferenze partitiche e ciò ci garantisce la libertà di giudicare, proporre e pretendere il rispetto dei ruoli e dei patti. Una cosa è certa, con i “grillini”, per ora, non ci abbiamo guadagnato. 

giovedì 2 ottobre 2014

Un euro per la dignità

E’ necessario cambiare marcia. I problemi esistono, sono gravi e probabilmente destinati a crescere. I Comuni sono certamente i destinatari finali di azioni centraliste infruttuose. E’ necessario agire cambiando metodo. Bisogna superare la frettolosa liquidazione dei problemi, destinati poi a riemergere in tutta la loro drammaticità. Bisogna ritornare alla Politica, alla definizione ed all’attuazione di progetti possibili e strutturali. Il buon cuore della gente non basta, i Comuni devono essere parte attiva nella gestione e nella risoluzione dei problemi. Ringraziamo il nostro Portavoce Gianluca Spada, ma anche Antonella, Luciano, Claudia, Nicola e tutti coloro che hanno partecipato